Da F@rete.Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Viterbo e Rieti(il testo delle sezioni contrassegnate con (*) è tratto dalla pubblicazione "Carta della Qualità degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna del Lazio" realizzata dal Provveditorato Regionale del Lazio, Ufficio dell'Esecuzione Penale Esterna, marzo 2009)
sede U.E.P.E. di ViterboIndirizzo: Via A. Gargana, 40 - 01100 Viterbo Telefono: 0761.32091 Fax: 0761.3209333 E-mail: uepe.viterbo@giustizia.it Sito web: Ministero della Giustizia
Orario ricevimento pubblico
ProgettiIn questa sezione verranno raccolti tutti i progetti che verranno attivati.
Informazioni utiliCome raggiungere l'U.E.P.E. di ViterboAutobus: Strada: Autostrada: autostrade per l'Italia Treno: Trenitalia Attività trattamentaliCorsi breviBorse lavoro e tirocini
Gli articoli degli operatori penitenziariLINK UTILIGarante Regionale Detenuti Lazio Storia del servizio(*)L’Ufficio è stato aperto nel 1983 ed era ubicato in due stanze del vecchio carcere S.Maria in Gradi. Per circa 15 anni ha operato in una situazione di emergenza, con l’avvicendamento di diversi direttori. Il personale di servizio sociale, amministrativo, nonché i mezzi operativi a disposizione erano scarsi ed inadeguati. Infatti, pur avendo una certa autonomia gestionale ed operativa, l’Ufficio è rimasto per lungo tempo un’appendice dell’ex C.S.S.A. di Roma, così diverso per la tipologia del territorio, di utenza e del contesto sociale da quello viterbese. Nel 2000, con la nomina dell’attuale direttore, l’ufficio ha trovato rimedio a tale situazione d’instabilità e confusione amministrativa, ottenendo una presenza continuativa di personale di servizio sociale e l’ampliamento di mezzi informatici e risorse strumentali. Nel frattempo, circolari ministeriali e atti amministrativi degli Uffici Superiori hanno contribuito a conferire una immagine strutturata dell’Ufficio. L’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Viterbo oggi ha un suo riconoscimento istituzionale, partecipa con capacità gestionale e propositiva alle attività organizzate dal Provveditorato e collabora con le reti sociali formali ed informali presenti nelle due Province di competenza, anche facendosi promotore di progetti di prevenzione, presa in carico congiunta tra servizi sociali e collaborazione nella programmazione dei piani di zona. Per il futuro si sta lavorando per ottimizzare ed ampliare le attività descritte nell’ottica di “raffinare” la qualità del proprio operato, sia nei confronti dell’utenza che dei soggetti con i quali l’Ufficio collabora. Organizzazione(*)DIREZIONE 1 Dirigente AREA AMMINISTRATIVA 1 Assistente Sociale con funzioni di Capo Area Affari generali - Segreteria Amministrativa 1 Collaboratore Amministrativo 2 Collaboratori Amministrativi 1 Esperto Linguistico 6 unità di Polizia Penitenziaria (di cui 5 con compiti di vigilanza e gestione automezzi)
1 Assistente Sociale con funzioni di Capo Area
6 Assistenti Sociali 2 Collaboratori Amministrativi 1 Esperto Psicologo ex art. 80 1 unità di Polizia Penitenziaria (a convenzione) Circoscrizioni di competenza dell'U.E.PE. di Viterbo e Rieti(*)COMUNI PROVINCIA DI VITERBO: ACQUAPENDENTE- ARLENA DI CASTRO- BAGNOREGIO-BASSANO IN TEVERINA-BLERA-BOLSENA-BOMARZO-CANINO-CANEPINA-CAPODIMONTE-CAPRAROLA-CARBOGNANO-CASTIGLIONE IN TEVERINA- CELLENO-CELLERE-CIVITELLA D’AGLIANO-CORCHIANO- FARNESE-GALLESE-GRADOLI-GRAFFIGNANO-GROTTE DI CASTRO-GROTTE S.STEFANO- ISCHIA DI CASTRO-LATERA-LUBRIANO-MARTA-MONTEFIASCONE-MONTE ROMANO-ONANO-ORTE- PIANSANO-PROCENO-S.LORENZO NUOVO-SORIANO NEL CIMINO-TESSENNANO-TUSCANIA-VALENTANO-VALLERANO-VASANELLO-VETRALLA-VIGNANELLO-VITERBO-VITORCHIANO-BARBARANO ROMANO-BASSANO ROMANO-CALCATA-CAPRANICA-CASTEL SANT’ELIA-CIVITA CASTELLANA-COLLEVECCHIO-FABRICA DI ROMA-FALERIA-MONTEROSI-NEPI-ORIOLO ROMANO-RONCIGLIONE-SUTRI-VEJANO.
FARA IN SABINA-COLLEVECCHIO-MAGLIANO SABINO-MOIANO-MONTEBUONO-MONTENERO SABINO-MONTOPOLI SABINA-PASSO CORESE-POGGIO MIRTETO-POGGIO NATIVO-SCANDRIGLIA-SELCI-STIMIGLIANO-TORRI IN SABINA-TORRICELLA IN SABINA-TURANO-ACCUMOLI-AMATRICE-ANTRODOCO-ASCREA-BELMONTE SABINO-BORBONA-BORGOROSE-BORGO VELINO-CANTALICE-CASTELSANTANGELO. CITTA DUCALE-COLLEGIOVE-COLLE DI TORA-COLLI SUL VELINO- CONTIGLIANO-POSTA-GREGGIO-LABRO-LEONESSA-MICIGLIANO-MONTELEONE SABINO-MORRO REATINO-ORVINO-PAGANICO-PESCOROCCHIANO-POGGIO BUSTONE-POZZAGLIA SABINA-RIETI-RIVODUTRI-ROCCASINIBALDA-TURANIA-VARCO SABINO.
FIANO ROMANO- FILACCIANO-PONZANO ROMANO-NAZZANO- TORRITA TIBERINA
Cosa facciamo(*)L’U.E.P.E. di Viterbo e Rieti risponde al mandato istituzionale, definito normativamente e in linea con la mission professionale del Servizio Sociale e dell’Amministrazione Penitenziaria, espletando servizi che intervengono in vari momenti dell’esecuzione penale e nelle sue diverse fattispecie. Per le persone condannate e raggiunte da un ordine di esecuzione della pena, l’Ufficio offre anche un servizio di informazione ed orientamento nel sistema dell’esecuzione penale esterna, mediante un’attività di segretariato sociale.
Il Tribunale di Sorveglianza può chiedere all’U.E.P.E. un’inchiesta sociale, mediante la quale si forniscono notizie in merito alla persona, ancora libera, al suo contesto socio-familiare e lavorativo di appartenenza, esprimendo anche una valutazione sulla attuabilità di un percorso di cambiamento, con annessa un’ipotesi progettuale d’intervento.
L’U.E.P.E. procede a svolgere, su richiesta dell’Istituto, un’indagine sulla condizione familiare del detenuto, nonché sul suo contesto di vita e sull’eventuale attività lavorativa. Per l’Istituto Penitenziario l’indagine socio-familiare fornita dall’U.E.P.E. si affianca ad una partecipazione del Servizio Sociale all’attività (definita dall’art 13 o.p.) di “osservazione scientifica della personalità” che si svolge in collaborazione con altro personale operante in detto Istituto nell’ambito dell’équipe di osservazione. L’équipe dell’Istituto Penitenziario è composta da: direttore, che la presiede, educatore, eventualmente professionisti esperti in psicologia e/o criminologia, medicina, psichiatria, il personale di Polizia Penitenziaria e dall’assistente sociale dell’U.E.P.E.. L’équipe al termine dell’osservazione redige una relazione cosiddetta di “sintesi”, nell’ambito della quale vi sono anche le informazioni rilevate dall’U.E.P.E. e l’ipotesi di recupero del detenuto, cosiddetto “programma individualizzato di trattamento”. Nel trattamento intra-murario l’U.E.P.E. si pone come anello di congiunzione tra il detenuto e l’ambiente familiare e sociale esterno al carcere, con la funzione di promuovere un processo di modificazione dei comportamenti e delle situazioni che sono di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale. L’U.E.P.E nell’ambito della collaborazione per il trattamento intramurario svolge una specifica attività di preparazione e sostegno del detenuto prossimo alla dimissione al fine di facilitare il reingresso nell’ambiente sociale. Il Servizio Sociale si pone come collegamento tra interno ed esterno al carcere e attua una mediazione, un raccordo, tra i bisogni del detenuto che sta per uscire e le risorse disponibili nella comunità esterna.
L’U.E.P.E. ha una funzione di aiuto alla persona condannata che vive nel suo ambiente relazionale e di lavoro, avendo anche cura di seguire lo sviluppo del suo percorso di reintegrazione attraverso un “controllo sulla condotta”, che si intende nel senso più ampio, sia in riferimento al rispetto delle prescrizioni, sia alla condotta sociale e cioè alle modalità comportamentali con cui l’affidato interagisce con gli altri. L’affidamento in sostanza rappresenta un’opportunità, per il condannato, di ricostruire quelle condizioni positive che possono consentire la sua integrazione, insieme ad operatori professionalmente qualificati e attraverso la progettazione e l’attuazione di un percorso trattamentale. L’affidamento al Servizio Sociale è “in prova”, in quanto suscettibile di revoca in qualsiasi momento dell’esecuzione, per andamento negativo. Nell’affidamento in prova in casi particolari, concesso ai sensi dell’art. 94 del T.U. 309/90, riservato a persone tossicodipendenti o alcooldipendenti, e in quello riservato a persone affette da AIDS, concesso ai sensi dell’art. 47 quater (L. 354/1975) l’UEPE collabora con il SER.T e con i servizi sanitari specialistici.
Gli operatori dell’U.E.P.E. effettuano interventi di servizio sociale per aiutare a superare le difficoltà inerenti la detenzione domiciliare e, più in generale, inerenti le problematiche socio-familiari che investono la vita della persona, attivando, all’occorrenza, i servizi del territorio e relazionando anche al Magistrato di Sorveglianza in merito ad eventuali istanze di modifica delle prescrizioni avanzate dal detenuto domiciliare. La legge prevede che l’U.E.P.E. svolga funzioni di controllo solo: - nella detenzione domiciliare speciale, concessa a condannate madri di prole con età non superiore ai 10 anni, ai sensi dell’art.47 quinques o.p. introdotto dalla L 40/01 (controllo sulla condotta a cura dell’U.E.P.E. che deve relazionare periodicamente alla Magistratura di Sorveglianza); - nella detenzione domiciliare concessa alle persone affette da AIDS conclamata ai sensi dell’art. 47 quater, introdotto dalla L. 231/99 (controllo sul programma di cura prescritto).
L’U.E.P.E. ha funzioni di vigilanza sulla corretta attuazione del programma di trattamento ed assistenza, in ordine a problematiche lavorative e familiari che possono richiedere anche una modifica del programma di trattamento. In questo caso l’Ufficio informa l’Istituto Penitenziario, inviando una relazione di aggiornamento sulla situazione della persona.
All’interno dell’organizzazione operativa dell’Ufficio, viene fornito un servizio di Accoglienza, che riceve e indirizza tutte le persone che accedono all’U.E.P.E.. E’ collocato all’ingresso ed è assicurato da personale di Servizio Sociale, Amministrativo e di Polizia Penitenziaria. E’ prevista un’attività di Segretariato Sociale, svolta da Assistenti Sociali, che: - raccoglie le richieste dell’utente garantendo un primo momento di ascolto delle persone; - fornisce informazioni riguardanti i benefici di legge e le modalità per accedervi, nonché la normativa vigente in tema di esecuzione penale esterna e le competenze dell’Ufficio, oltre che sui servizi erogati; - fornisce informazioni ed orientamento su altri servizi e risorse sociali del territorio, sulle modalità di accesso e utilizzo corretto, in rapporto alle esigenze individuali; - garantisce la continuità degli interventi erogati dall’U.E.P.E., in caso di assenza dell’Assistente Sociale incaricato del caso; - assicura ascolto e monitoraggio dei bisogni degli utenti e delle risorse della comunità.
Con chi lavoriamo(*)
l’Ufficio di Sorveglianza di Viterbo; gli Istituti Penitenziari di Viterbo e di Rieti; i Tribunali di Sorveglianza, dislocati nel territorio nazionale, nonché tutti gli altri U.E.P.E.
le persone maggiorenni raggiunte da condanna definitiva, sottoposti a misura alternativa, misura di sicurezza o a misura sostitutiva dimoranti nell’ambito della provincia di Viterbo e di Rieti e le persone detenute presso la case circondariali di Viterbo e di Rieti. I fruitori secondari sono: familiari, conviventi ed altre persone che rappresentano un riferimento importante nel contesto di vita del soggetto.
l’U.E.P.E. ha avviato un’attività di monitoraggio e di approfondimento della rete dei Servizi Sociali presenti nei cinque distretti della provincia di Viterbo con l’obiettivo dell’integrazione dei servizi e degli interventi sociali, in un’ottica di miglioramento della qualità della collaborazione. Tale lavoro ha permesso una ricognizione dettagliata sull’offerta locale che è possibile consultare presso l’Ufficio. L’U.E.P.E. promuove sul territorio la progettazione ed organizzazione di iniziative a favore dell’inclusione sociale e del recupero dalla devianza; collabora per l’elaborazione del Piano di Zona del Distretto socio-sanitario 5 di Nepi (VT), e partecipa anche ai tavoli di concertazione, come “La Consulta per l’Immigrazione” e la “Conferenza Provinciale Permanente”, entrambe presiedute dal Prefetto di Viterbo. La redazione della Carta ha fornito l’occasione di coinvolgere, con incontri e per mezzo di questionari, alcuni tra i principali stakeholder (Servizi del territorio insieme all’Ufficio Territoriale del Governo, Terzo Settore, operatori del Carcere di Viterbo e di Rieti ed il Magistrato di Sorveglianza di Viterbo con i suoi collaboratori) per verificarne il livello di soddisfazione e gli aspetti del servizio migliorabili. L’Ufficio collabora con: - l’associazione di volontariato GAVAC, che si occupa da anni di detenuti e gestisce una casa di accoglienza per familiari di detenuti e detenuti in permesso premio; - la cooperativa sociale “Zaffa” in cui sono inseriti al lavoro alcuni utenti dell’Ufficio; - la cooperativa “Passaggi”; - l’ARCI, con cui ha in atto una convenzione per la gestione di uno sportello d’ascolto; - la Caritas; - Casa del Volontariato, - le Comunità Terapeutiche per utenti tossicodipendenti/psichiatrici; - le Province di Viterbo e Rieti - i Comuni; - i Centri per l’Impiego, - le A.S.L. (Distretti socio-sanitari, Sert. D.S.M., e altre risorse del territorio).
-La Provincia di Viterbo -L’Ufficio Scolastico Provinciale -Il Comune di Viterbo -Il Comune di Rieti -Il Comune di Nepi -Il Ser.T. di Viterbo -Il Ser.T. di Rieti
- “Educazione alla legalità”, è un’attività per ora effettuata nelle scuole, per promuovere una cultura della legalità sul territorio con interventi di prevenzione.
-“Sportello d’ascolto”, offre consulenza legale a soggetti stranieri, seguiti dall’U.E.P.E., per problematiche connesse all’esecuzione penale. |