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Le misure alternative alla detenzione

L’Ordinamento Penitenziario (legge 26 luglio 1975 n. 354) ha introdotto modalità alternative di esecuzione delle condanne rispetto alla tradizionale esecuzione negli Istituti Penitenziari. La competenza a decidere sulla concessione delle misure alternative è affidata a un organo giurisdizionale: il Tribunale di Sorveglianza. Possono accedervi i detenuti che devono scontare un residuo pena nei limiti fissati dalla legge e che hanno evidenziato progressi nel processo di socializzazione.

La legge prevede inoltre la possibilità di accedere alle misure alternative direttamente dallo stato di libertà, quando il condannato che riceve l’ordine di esecuzione non è soggetto ad uno stato detentivo.

Nella fase di applicazione delle misure alternative, la persona condannata viene presa in carico dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, che realizza con la stessa un rapporto costruttivo e partecipato, in cui il controllo e il sostegno entrano a far parte di un'azione unitaria finalizzata a un graduale reinserimento nel contesto sociale.

Indice

Affidamento in prova al Servizio Sociale

Possono essere ammesse a questa misura alternativa le persone condannate che debbono scontare una pena detentiva (o un residuo pena) fino a tre anni o fino a sei (tre per chi è recidivo) nel caso di problemi di tossicodipendenza o alcooldipendenza, se sono impegnati a seguire un programma terapeutico concordato con il Ser.t. e/o con la comunità terapeutica. L’affidamento in prova al Servizio Sociale permette al condannato di scontare la pena nel proprio ambito sociale e familiare o nel luogo di accoglienza, fornendogli la possibilità di sperimentare percorsi di recupero e reinserimento. Il Tribunale di Sorveglianza decide in merito alla concessione della misura alternativa su istanza della persona condannata. E’ necessario l’accertamento del progetto di reinserimento, formulato e concordato con la persona interessata e i servizi territoriali, dagli U.EP.E.

Detenzione Domiciliare

Misura alla quale possono accedere le persone condannate non recidive con una pena (o residuo di pena) fino a due anni o in caso di particolari necessità familiari, di salute, e dopo i 70 anni, con una pena fino a quattro anni (tre per i recidivi). Rappresenta per la persona la possibilità di scontare la pena presso il proprio domicilio o luogo di accoglienza, da dove potrà essere autorizzata ad uscire per motivi di lavoro, di salute e particolari esigenze socio-familiari.

Nell’ottica e con la finalità dell’inclusione sociale di fasce più deboli, con la recente normativa, la misura è stata estesa anche a donne con figli minori fino a 10 anni. Il Tribunale di Sorveglianza concede il beneficio previo accertamento delle reali necessità della persona.

Semilibertà

Può essere concessa alle persone condannate che abbiano scontato almeno metà della pena ( o 2/3 per i recidivi, 2/4 per i reati gravi, 20 anni per gli ergastolani) o per condanne non superiori a sei mesi quando non sussistano i presupposti per ottenere l’affidamento. La semilibertà consiste nel trascorrere il giorno fuori dal carcere ( per lavorare e curare le relazioni familiari e sociali) e la notte dentro al carcere. La persona in semilibertà deve osservare gli obblighi previsti dal programma di trattamento, proposto e redatto dagli operatori penitenziari e approvato dal Magistrato di Sorveglianza.

Istruzioni per l’uso

Affidamento in Prova al Servizio Sociale (Legge 354/75 - art. 47)

- dalla detenzione: osservazione della personalità per almeno un mese, con sospensione della detenzione se sussistono gravi motivi, concessa dal Magistrato di Sorveglianza.

L'istanza, quando la condanna è già in fase di esecuzione, e/o comunque la persona interessata si trova già in carcere, va presentata, tramite l’ufficio matricola ( personalmente o tramite legale), al direttore dell'I.I.P.P. (esistono dei moduli, che si possono chiedere all’educatore o allo scrivano del reparto) intestandola al Magistrato di Sorveglianza competente territorialmente (il territorio competente è quello dove è ubicato il carcere).


- dalla libertà: non è necessaria l'osservazione : se richiesta, l’U.E.P.E. svolge l’inchiesta socio-familiare.

L'istanza va presentata (personalmente, ci si può rivolgere all’UEPE, o tramite legale) al Pubblico Ministero: Procura della Repubblica – Ufficio Esecuzione Penale presso il Tribunale competente per l'esecuzione per l’ulteriore inoltro al Tribunale di Sorveglianza cui fa riferimento. Vedi modulo allegato


- la condanna: non deve superare i 3 anni (anche se pena residua)


Affidamento in Prova al Servizio Sociale (Legge 354/75 art. 47bis, D.P.R. 309/90 art. 94)

Questa misura non può essere concessa per più di due volte

-dalla detenzione: l’istanza va inoltrata al Direttore dell’Istituto Penitenziario.


-dalla libertà: istanza al Pubblico Ministero o al Pretore competente


-la documentazione: programma terapeutico (in atto o in fieri) e certificazione attestante lo stato di tossico/alcool dipendenza rilasciato da una struttura pubblica, nonché certificazione di idoneità del programma presentato.


-la condanna: non deve superare i 6 anni (anche se pena residua) e tre in caso di recidiva.


Detenzione Domiciliare (Legge 354/75 – art. 47 ter)

La detenzione domiciliare si può chiedere attraverso istanza presentata al Direttore dell’Istituto Penitenziario (esistono dei moduli che si possono chiedere all’educatore o allo scrivano del reparto).

La condanna non deve superare i 4 anni (anche se pena residua).

Può essere concessa a: donna incinta o madre di prole di età inferiore ai dieci anni; padre esercente patria potestà quando la madre sia deceduta o impossibilitata ad assistere alla prole; persona in gravi condizioni di salute; persona di età superiore ai 70 anni; persona di età inferiore ad anni 21 per esigenze di salute, studio, lavoro, famiglia. La condanna non deve essere superiore ai 2 anni quando non sussistono le condizioni per la concessione di un beneficio più ampio ( questa disposizione non si applica ai condannati per i reati di cui al 4 bis - associazione di tipo mafioso, sequestro di persona a scopo di rapina ed estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti). In entrambi i casi potrebbe essere disposto il rinvio dell’ esecuzione della pena ai sensi degli artt. 146 e 147 del C.P. (donna incinta o madre di prole di età inferiore ai tre anni; persona gravemente ammalata; quando sia stata presentata domanda di grazia).


Misura Alternativa nei confronti di persone affette da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria (Legge 354/75 – art. 47 quater)

Tale misura non può essere applicata se l'interessato ha già fruito di analogo beneficio e lo stesso è stato revocato da meno di un anno.

la condanna: l'applicazione dei benefici previsti dagli artt. 47 e 47 ter è possibile anche oltre i limiti di pena previsti dagli stessi articoli

la documentazione: certificazione del servizio sanitario pubblico o del servizio sanitario penitenziario attestanti le condizioni di salute


Detenzione Domiciliare Speciale – Legge 354/75 art. 47 quinques (Legge n° 40 art. 3 dell’8/03/2001)

Questa misura viene concessa quando non ricorrono le condizioni di cui all'art. 47 ter per le madri di prole inferiore ai dieci anni, o al padre se la madre è deceduta o impossibilitata, dopo l'espiazione di un terzo della pena ovvero di almeno quindici anni nel caso di condanna all'ergastolo. Al compimento del 10° anno della prole il beneficio può commutarsi in semilibertà (art. 48) o in lavoro all'esterno (art. 21).


Regime di Semilibertà (Legge 354/75 – art. 48)

La semilibertà si può chiedere attraverso istanza presentata al Direttore dell’Istituto Penitenziario (esistono dei moduli che si possono chiedere all’educatore o allo scrivano del reparto). Questa misura può essere concessa quando la pena non supera i sei mesi; dopo la metà della pena ovvero 2/3 per i delitti indicati dall'art. 4 bis dell'0.P.; anche prima della metà pena se mancano i presupposti per la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale; dopo 20 anni per il condannato all'ergastolo.


Come vanno formulate le istanze e a chi vanno presentate

Nella premessa di ogni domanda si devono indicare cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza anagrafica, dimora di fatto.

La persona, se detenuta, deve indicare l’istituto in cui è ristretto, gli estremi dell’ordine di esecuzione, il fine pena.

In caso di richiesta per una misura alternativa è importante allegare ogni documentazione utile del lavoro che si svolge o si svolgerà.

In caso di malattia si consiglia di allegare certificazione medica, comprovante quanto si dichiara nella richiesta.


Il procedimento di sorveglianza può iniziare:

- a domanda dell’interessato, libero o detenuto che sia;

- a domanda del difensore di fiducia o d’ufficio;

- a domanda di un prossimo congiunto;

- ad istanza del Pubblico Ministero;

- su iniziativa d’ufficio del Presidente del Tribunale o del Magistrato di Sorveglianza;

- su proposta del Consiglio di disciplina dell’istituto, quale ricompensa.


Le domande (esenti da imposta di bollo)

vanno indirizzate:


Al Tribunale di Sorveglianza:

- Affidamento in prova ordinario, affidamento in prova in casi particolari (art. 47bis) e semilibertà.

- Detenzione domiciliare di persona detenuta con pena non superiore a quattro anni.

- Detenzione domiciliare in caso di AIDS con pena superiore a quattro anni (art 47 quater O.P. introdotto dalla legge 231/1999).

- Rinvio della esecuzione della pena detentiva (obbligatorio o facoltativo) artt 146 e 147 c.p.

- Liberazione condizionale.

- Reclamo in materia di permesso.


Al Magistrato di Sorveglianza:

- Affidamento di condannato detenuto con pena non superiore a tre anni.

- Detenzione domiciliare di persona condannata detenuta con pena non superiore a due anni.


Alla Procura della Repubblica:

- Istanza di sospensione della pena non superiore a tre anni presentata da condannato libero (per affidamento in prova ordinario o detenzione domiciliare).


All’Ufficio di Sorveglianza:

- Istanza permesso premio.

- Istanza di licenza per persone condannate ammesse al regime di semilibertà.

- Istanza remissione del debito.

- Istanza di rateizzazione/dilazione di pena pecuniaria.

- Istanza per la revoca anticipata di misura di sicurezza personale.

Modello di istanza dalla libertà secondo la legge Simeone

(fonte www.giustizia.it)

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