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L’Esecuzione Penale Esterna nel Lazio

(testo tratto dalla pubblicazione "Carta della Qualità degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna del Lazio" realizzata dal Provveditorato Regionale del Lazio, Ufficio dell'Esecuzione Penale Esterna, marzo 2009)




Indice

L’organizzazione

L’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale del Lazio coordina e sostiene il lavoro degli U.E.P.E., competenti per la gestione delle misure alternative e per la collaborazione con gli Istituti Penitenziari in relazione al trattamento delle persone detenute.

Esso opera, nell’ambito della propria competenza regionale sulla base di programmi, indirizzi e direttive disposti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (in seguito D.AP.).

Inoltre svolge funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione delle attività degli UEPE locali per quanto concerne i processi di recupero e inclusione sociale delle persone condannate, in collaborazione con la Magistratura di Sorveglianza, gli Enti locali e le organizzazioni del privato sociale.

L’U.E.P.E. promuove e realizza studi, ricerche e azioni su tematiche inerenti l’esecuzione della pena, anche in partenariato con: Università degli Studi di Roma «La Sapienza», Università degli Studi «Roma Tre», Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - CNR Roma, I.S.F.O.L., Ufficio del Garante Regionale dei diritti dei detenuti, Comune di Roma - XIV Dipartimento - Sviluppo locale, Formazione professionale e lavoro, Comune di Roma - V Dipartimento - Politiche sociali e della salute - «Piano permanente cittadino per il carcere», Provincie di Frosinone, Roma e Latina, Viterbo e Rieti, Centri per l’impiego, Agenzia Italia - Lavoro S.p.A.- Centro di Giustizia Minorile del Lazio.



L’ufficio sta realizzando:

- una ricerca sul fenomeno del reinserimento sociale e della recidiva dei soggetti in esecuzione penale esterna, con particolare riferimento ai tossicodipendenti, in collaborazione con il Dipartimento di ricerca sociale e metodologia sociologica dell’Università “La Sapienza” di Roma;

- le Linee guida sul Servizio Accoglienza negli U.E.P.E. locali;

- un progetto di supervisione professionale degli assistenti sociali dell’U.E.P.E. di Roma e Latina;

- formazione sulla metodologia relativa alla progettazione dell’intervento professionale (U.E.P.E. di Roma, Viterbo, Frosinone);

- un progetto denominato “Ricomincio da Qui”, finanziato dalla Cassa delle Ammende, destinato a condannati fruitori della Legge 241/2006 (indulto).



Il Piano regionale dell’Esecuzione Penale Esterna

L’U.E.P.E. del Lazio predispone annualmente il Piano regionale dell’Esecuzione Penale Esterna, che per l’anno 2009 prevede i seguenti obiettivi:

- miglioramento della qualità del Servizio Sociale;

- promozione di politiche degli U.E.P.E. e partecipazione territoriale anche connessa ad azioni di educazione alla legalità;

- promozione della concertazione interistituzionale, attraverso la partecipazione ai Piani di zona, per garantire approcci integrati nei circuiti e nelle procedure programmatiche propri del livello regionale e di quello locale.



Gli Uffici Locali di Esecuzione Penale Esterna

Gli Uffici Locali di Esecuzione Penale Esterna sono uffici territoriali dell’Amministrazione Penitenziaria che si occupano di persone maggiorenni, condannate in modo definitivo per uno o più reati, in stato di detenzione o beneficiarie di misure alternative alla detenzione, e/o sottoposte alle misure di sicurezza.

Nel Lazio ci sono tre Uffici locali di Esecuzione Penale Esterna con sede in:

Roma con una sede distaccata nella città di Latina (entra)

Frosinone (entra)

Viterbo e Rieti (entra)



Le attività degli U.E.P.E. locali

* Per chi è stato condannato e deve ancora iniziare a scontare la condanna:

- informazioni e consulenza sulle misure alternative alla detenzione ai diretti interessati e ai familiari che ne fanno richiesta;

- inchieste socio-familiari, su richiesta del Tribunale di Sorveglianza, prima della concessione di un’eventuale misura alternativa.

Le inchieste vengono realizzate utilizzando metodi, tecniche e strumenti di servizio sociale, talvolta in collaborazione con uno psicologo. L’inchiesta si conclude con la stesura di un progetto di inclusione sociale, che viene redatto spesso in collaborazione con i servizi sociali territoriali, il privato sociale e il volontariato, e vede la diretta partecipazione della persona interessata.

Le intese operative con i servizi degli enti locali sono definite all’interno di una visione globale delle dinamiche sociali, che investono la vicenda personale e familiare dei soggetti, in una prospettiva integrata d'intervento.


* Per chi è detenuto:

- consulenza agli Istituti Penitenziari, partecipazione all’osservazione scientifica della personalità e alla definizione del programma di trattamento, in collaborazione con gli operatori dell’Istituto. L’assistente sociale, in particolare, effettua l’inchiesta socio familiare, fornendo informazioni sulla storia della persona detenuta e sull’ambiente sociale e familiare di appartenenza, dove potrebbe, al termine dell’espiazione della condanna, reintegrarsi;

- sostegno e assistenza ai detenuti ed alle loro famiglie, in collaborazione con i servizi e le risorse del territorio di appartenenza, al fine dell’individuazione di un percorso di reinserimento sociale;

- sostegno e verifica dell’attività lavorativa, per chi è beneficiario del lavoro all’esterno;

- orientamento e sostegno alle persone in uscita dal carcere, in collaborazione con i servizi sociali e sanitari territoriali.


* Per chi è in misura alternativa al carcere:

- colloqui periodici, visite domiciliari, visite sul lavoro, riunioni e/o lavoro in equipe con i servizi territoriali e di volontariato, al fine di favorire percorsi di reinserimento e costruire con la persona un progetto individualizzato, nel rispetto delle prescrizioni imposte dalla Magistratura di Sorveglianza;

- sostegno alla persona durante lo svolgimento della misura alternativa, aiuto nell’affrontare e superare le difficoltà, sia nell’ambiente di lavoro che nelle relazioni familiari e sociali, con costante riferimento al principio dell’autodeterminazione dell’individuo;

- sostegno alle famiglie delle persone che stanno espiando la condanna;

- consulenza e informazione sui servizi territoriali, attivazione di interventi;

- collaborazione con i servizi per le tossicodipendenze e alcooldipendenze, sia pubblici che privati (comunità terapeutiche, associazioni);

- informazione e orientamento alle persone di altra nazionalità verso le strutture che si occupano di regolarizzare la loro presenza nel territorio italiano, collaborazione alla loro integrazione culturale e linguistica;

- controllo sulla realizzazione del percorso di reinserimento sociale e sul rispetto degli obblighi disposti dalla Magistratura di Sorveglianza;

- collaborazione con i servizi sociali, sanitari e del privato sociale del territorio.


* Per chi è sottoposto a misure di sicurezza:

- collaborazione con i servizi socio-sanitari, per assicurare il reinserimento attraverso interventi specifici con la persona;

- inchieste socio-familiari per la valutazione della pericolosità sociale su richiesta del Magistrato di Sorveglianza.


* Per tutte le persone che accedono all’U.E.P.E.:

- apertura quotidiana del Servizio di Accoglienza in tutti gli U.E.P.E. locali, con funzioni di consulenza, aiuto, orientamento su problematiche attinenti l’esecuzione delle misure alternative o l’esecuzione penale generale.



L’Esecuzione Penale Esterna in cifre:

La popolazione residente nella Regione Lazio al 1° Gennaio 2008 era di 5.493.308 persone (fonte Istat), di cui 2.640.275 maschi e 2.853.033 femmine.

I dati disponibili relativi al fenomeno della criminalità sono quelli riferiti al 2005, anno in cui vi sono state 13.586 (fonte Istat) persone denunciate per le quali l'Autorità Giudiziaria ha iniziato l'azione penale per reati contro la persona. Comparando questo dato con quello di altre regioni si nota che il Lazio si colloca al terzo posto dopo la Lombardia ed il Piemonte, mentre per quanto concerne i reati contro il patrimonio, nel Lazio si concentra il maggior numero di persone denunciate (24.002) per le quali l'Autorità Giudiziaria ha iniziato l'azione penale.

L’Esecuzione Penale Esterna opera in un contesto sociale dove il fenomeno criminale assume sicuramente caratteristiche di elevata complessità.

Il 31.12.2008 negli Istituti Penitenziari e negli U.E.P.E. del Lazio risultavano esservi 3.254 persone condannate definitivamente in esecuzione penale, di cui 2.364 detenuti e 890 in misura alternativa o in misura di sicurezza.

Circa il 28% delle persone condannate si trovava nelle condizioni di scontare la pena fuori dal carcere, seguito dagli Uffici di Esecuzione Penale Esterna.

Più precisamente, sempre con riferimento alla stessa data, gli U.E.P.E. avevano in corso interventi di aiuto e controllo per 437 persone in affidamento in prova al servizio sociale, 244 in detenzione domiciliare, 61 persone in semilibertà, 148 in libertà vigilata. Inoltre, erano in corso interventi di servizio sociale per 639 detenuti condannati.

Globalmente, il 31 dicembre 2008 risultavano seguiti dagli U.E.P.E. del Lazio 1.659 persone in esecuzione penale, sia interna che esterna o in attesa di eseguire la condanna.


Condannati presenti negli istituti penitenziari il 31.12.2008: 2.364

Condannati utenti degli U.E.P.E. il 31.12.2008: 1.659


Complessivamente nel 2008 sono stati seguiti dagli U.E.P.E. locali:

- 860 affidamenti in prova al servizio sociale di cui 203 relativi a tossicodipendenti impegnati a seguire anche uno specifico programma terapeutico;

- 120 semilibertà;

- 400 detenzioni domiciliari.


Inoltre sono state svolte:

- 411 indagini socio-familiari per chi ha richiesto di scontare la propria condanna in misura alternativa;

- 415 indagini socio-familiari per chi è detenuto in Istituti Penitenziari extra territoriali e residenti nel territorio dei singoli U.E.P.E..


Tabella n.1

LE ATTIVITÀ DEGLI U.E.P.E DEL LAZIO al 31.12.2008

Casi in carico al 31 dicembre 2008

Tipologia attività Roma Roma (sede di Latina) Frosinone Viterbo Totale PRAP LAZIO
Affidamento in prova al servizio sociale 351 37 18 31 437
Semilibertà 52 1 6 2 61
Detenzione domiciliare 187 22 20 15 244
Osservazione trattamento soggetti detenuti 310 22 144 163 639
Osservazione soggetti liberi 67 7 2 1 77



MISURE ALTERNATIVE SVOLTE DAGLI UFFICI DELL'ESECUZIONE PENALE ESTERNA

DEL PROVVEDITORATO REGIONALE AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA DEL LAZIO

Casi seguiti negli anni 2000 – 2008

Tipologia misura alternativa 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Affidamento in prova al servizio sociale 1341 1547 2346 3130 3866 4022 2909 590 860
Semilibertà 171 224 216 190 174 179 199 125 120
Detenzione domiciliare 1005 992 1199 1469 1328 1168 1253 408 400
Totale 2517 2763 3761 4789 5368 5369 4361 1123 1380















31.07.2006 L.241 "Concessione dell'indulto"