Da F@rete.Esecuzione Penale Esterna: Approvato un progetto di supervisione professionale degli assistenti sociali in servizio presso gli UEPE del Lazio che verrà realizzato nel Primo semestre 2010
Breve sintesi del progettoSi può definire la supervisione professionale come metacontesto, spazio di confronto e di riflessione dell’agire professionale, che migliora la propria competenza attraverso prospettive inusuali, percorso che apre alla dimensione dell’incertezza per arricchire e rivitalizzare l’operatività. L’obiettivo é promuovere un processo conoscitivo a partire dalla discussione del materiale presentato dai partecipanti e dai supervisori, che si “anima” attraverso la trasformazione del modo di guardarlo e definirlo . Tale processo prevede l’inclusione dell’osservatore nel sistema osservato e mantiene l’accento sulla globalità della persona intesa come un tutto organico ed irriducibile, in relazione con l’ambiente. La supervisione ha, quindi, il compito di favorire, nel gruppo e nei singoli, nonché nell'intero Ufficio, processi di riflessività orientati a qualificare l’intervento professionale, potenziare la condivisione nel gruppo, sostenere il costante adeguamento alle aspettative della comunità territoriale. Il tema della qualità ritorna anche nelle finalità individuate per la supervisione, associata all’intervento sociale, alla crescita professionale degli operatori, alla risposta del “Servizio”, alla soddisfazione del cliente, all’organizzazione, al mandato professionale.
sintesi dei contenuti dell’azione formativaSecondo le finalità esplicitate nel progetto, il percorso della supervisione, ha il compito di favorire, nel gruppo e nei singoli, processi di riflessività orientati a qualificare l’intervento professionale, potenziare la condivisione nel gruppo, sostenere il costante adeguamento del servizio al cittadino. La supervisione sarà orientata all’analisi del processo d’aiuto al fine di individuarne: i riferimenti ai mandati della professione;gli elementi che compongono l’azione professionale; le criticità dell’azione professionale (a livello individuale, di gruppo e rispetto al contesto);i criteri di valutazione e gli indicatori di qualità. La valutazione nel servizio sociale, come responsabilità e metodologia, filo conduttore, chiave di lettura della relazione formativa, in analogia alla funzione professionale inerente sia la lettura della realtà nella quale si interviene, sia il controllo dei risultati e della procedura utilizzata. L’individuazione di “buone prassi” intendendo con esse: linee di intervento, “regole” e strategie professionali, condivisibili e praticabili nello specifico contesto e in grado di soddisfare al meglio la “domanda” di aiuto e migliorare la qualità del servizio, nel rispetto dei mandati. Le sessioni di supervisione sui casi saranno precedute e intercalate, secondo le esigenze rilevate con il gruppo, da incontri dedicati ad approfondimenti teorici, strutturati con l’ausilio di materiale predisposto dal supervisore, condotti attraverso elaborazioni e riflessioni del/nel gruppo. Gli incontri, quindicinali, si svolgeranno nell'arco di sei mesi. destinatariIl percorso formativo è rivolto a tutti gli assistenti sociali dei tre Uepe del Lazio
Responsabile esecutivo di progettoMichela Boazzelli mail: michela.boazzelli@giustizia.it |