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BENESSERE è COMUNICARE

L'intendimento di apprestare un "Progetto sperimentale" trova il proprio fondamento nella valutazione dei Progetti di struttura degli Istituti della Regione. Di qui è emersa la opportunità di disegnare le linee generali di un progetto provveditoriale che riunisse i principali punti di criticità emersi nei singoli progetti di istituto.



Proposta sperimentale: Benessere è Comunicare

Analisi del contesto e dei bisogni

Con sempre maggiore chiarezza appaiono oggi evidenti le numerose problematiche personali, di comunicazione e organizzazione, che affliggono le strutture complesse.

L’istituto penitenziario è una di queste. In esso interagiscono una molteplicità di operatori secondo il diverso ordine gerarchico e funzionale risultando, ad un tempo, il prodotto e il riflesso tipico delle problematiche che afferiscono alle strutture complesse. Una educazione alla cultura della Comunicazione non può non affrontare i problemi correlati alla conflittualità, allo stress, al burnout, al wornout, al mobbing, oltre che tutte quelle anomalie comportamentali inerenti le relazioni tra gli stessi operatori (comunicazione orizzontale), tra gli operatori nell’ambito dell’ordine gerarchico (comunicazione verticale) e tra questi ultimi e i detenuti.

Si ritiene che una moderna cultura del Benessere e della Comunicazione debba ricomprendere i «contenuti» di una azione formativa che abbia al centro di essa lo sviluppo delle attività legate alla comunicazione di impresa e alla pubblicità, in grado di determinare scelte strategiche e organizzative che coinvolgono trasversalmente tutto l’impianto organizzatorio dell’Amministrazione penitenziaria.

In particolare:

• realizzazione di un sistema di flussi di comunicazione interna incentrato sull’intenso utilizzo di tecnologie informatiche e banche dati, sia per migliorare la qualità dei servizi e l’efficienza organizzativa, sia per creare, tra gli operatori penitenziari, senso di appartenenza alla funzione svolta, pieno coinvolgimento nel processo di cambiamento e condivisione delle nuove mission;

• sintesi descrittiva dei contenuti dell’azione formativa;

• sviluppo del coinvolgimento personale al fine di stimolare la convinzione che la comunicazione è il cuore dell’organizzazione.

• Sollecitazione dell’apertura professionale alla introduzione di nuove dinamiche relazionali

• Sollecitazione della sensibilità del personale per l’individuazione e l’adozione di prassi fondate sul concetto e sulla pratica della Comunicazione.


L’iniziativa formativa è rivolta al personale di Polizia Penitenziaria di ciascun istituto appartenente al Ruolo degli Agenti/Assistenti, dei Sovrintendenti, degli Ispettori dei Commissari ed agli operatori del comparto Ministeri adibiti sia a compiti di Istituto che agli Uffici e ai compiti Amministrativi. Verranno formate 100 unità.

Ogni Edizione Formativa coinvolgerà un massimo di 25 unità di personale di Polizia Penitenziaria e comparto Ministeri.

Contenuti didattici:

• Il concetto di comunicazione

• La comunicazione verbale e non verbale

• La comunicazione circolare e la comunicazione verticale • I concetti di stress e di disagio da lavoro

• Sistemi e sottosistemi

• Le dinamiche relazionali

• Che cos’è un gruppo

• Il role-playing

• Che cos’è il conflitto

• Adattabilità relazionale

• Intelligenza sociale

• Flessibilità di pensiero

• resistenza alle frustrazioni

• Gestione dello stress

• Gestione dei conflitti

• Assertività

• Capacità di mediazione e collaborazione

• Gestione di relazioni multiple

• Capacità di integrazione nel gruppo

• Autorevolezza e autorietarietà

• Problem solving

• Realizzazione degli obiettivi

• Orientamento all’innovazione

• Modalità creative di comunicazione

• Consapevolezza organizzativa

• Lavoro di squadra

• Consapevolezza dei ruoli, compiti, responsabilità

• Altro


Sintesi descrittiva delle azioni realizzabili

Presupposto per la riuscita del corso è che i partecipanti siano portatori di motivazione personale.

ed inoltre che dimostrino capacità di apertura rispetto al cambiamento ed allo sviluppo organizzativo;

che lavorino in gruppo e per processi;

che abbiano capacità di ascolto e di mediazione;

che dimostrino disponibilità al confronto positivo con sé stesso e con gli altri;

siano in possesso della visione d’insieme sui diversi ruoli all’interno del sistema “carcere”;

La comunicazione come metodo di risoluzione dei conflitti;


titolo: Benessere è Comunicare. La Comunicazione tra gli Operatori del Comparto Sicurezza e del Comparto Ministeri

Progetto formativo: Il Corso è incentrato sull’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro degli operatori di Penitenziari attraverso l’acquisizione di nuovi e più efficaci modelli operativi.

Responsabile esecutivo di progetto: da individuare uno per ogni Sede

Responsabile di progetto: da individuare uno per ogni Sede

Staff di Progetto

Finalità:

Il Progetto è rivolto ad operatori di Polizia penitenziaria e del comparto Ministeri e intende perseguire un miglioramento del clima relazionale e il contenimento dello stress in ambito lavorativo.


Obiettivo: Introdurre un cambiamento di stili di relazione e valorizzazione delle capacità gestionali

Risultato: Abbattimento del livello di stress correlato al lavoro penitenziario.

Gruppo Target: I destinatari/beneficiari del Corso sono gli appartenenti ad entrambi i comparti di un istituto penitenziario.

Follow up: Valutazione a distanza di tempo (4/6 mesi), dopo il termine del progetto per verificare i cambiamenti prodotti dall’azione progettuale


Breve sintesi del progetto – Esplicazione degli obiettivi e dei risultati attesi

Il corso di formazione si propone il coinvolgimento degli operatori nella visione di un’ottica sistemica e relazionale entro la quale ridefinire il contesto operativo.

Tale impostazione rende possibile una organizzazione del lavoro basata sul benessere personale degli operatori penitenziari, con ricaduta positiva in termini di riduzione del disagio lavorativo e dello stress relazionale.

L’intervento formativo dovrà prevedere, in conformità con quanto fin qui affermato, due giornate di lavoro, di otto ore (con pausa pranzo e pausa caffé);

può essere considerata una terza giornata, (eventuale) nella quale l’utente del corso interagisce con un docente del corso attraverso un colloquio del partecipante con il formatore-psicologo, un comunicatore e un operatore penitenziario di livello dirigenziale o dell’Area educativa.

Somministrazione di un questionario di gradimento.

-primo giorno: mattina :

trattazione di temi relativi alla comunicazione con l’ausilio di filmati e slides selezionati ad hoc per illustrare le tematiche da trattare.

pomeriggio:

i partecipanti verranno coinvolti in dinamiche di gruppo che permettano loro di interagire attraverso il confronto e la discussione sulla base degli stimoli posti dal formatore. L’obiettivo è quello di rendere evidenti gli stili di comunicazione utilizzati da ciascuno e discuterne insieme in un feed back finale che permetta ai singoli di confrontarsi direttamente con i propri colleghi di lavoro e di rimodulare il proprio modus operandi.

secondo giorno:

trattazione di temi relativi alla comunicazione con l’ausilio di filmati e slides, ma con trattazione di temi diversi inerenti la comunicazione.

terzo giorno (eventuale):

incontri/interviste di ciascun partecipante con il formatore per discutere insieme del profilo operativo emerso attraverso la dinamica di gruppo. Il profilo operativo è un documento che viene consegnato all’operatore al termine del Corso attraverso un colloquio nel quale sarà dato lo spazio per approfondire la mappa delle competenze possedute e quelle eventualmente da sviluppare in riferimento al contesto lavorativo.

Gli incontri sono tutelati dalle norme sulla privacy.


Report finale con relazione conclusiva